Sistema GSA, mai più file dagli Ufficiali Giudiziari

Da pochi giorni la Commissione informatica del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli ha predisposto un protocollo di intesa con gli Ufficiali Giudiziari del Tribunale di Napoli, finalizzata a migliorare i flussi operativi all’interno del Tribunale. Questa volta, prendendo spunto da altre esperienze in Italia, si tenta di ridurre l’attesa agli sportelli per le notifiche.

uffici giudiziaril sistema GSA

Ebbene si, nonostante la possibilità di notificare in proprio mediante il sistema postale, di usare la PEC (senza quindi muoversi dallo studio), di affidarsi alle numerose agenzie o sindacati che per un modesto obolo svolgono questa (oggettivamente) noiosa attività, saranno installati degli sportelli per la notifica con il sistema GSA. Detto sistema è chiamato Gestione Servizi Avvocati e, di fatto, si sostituisce all’Ufficiale Giudiziario nel controllo dell’atto, creando per l’avvocato notificante (ma solo per quelli che sono stati censiti dal programma) un wizard molto simile a quello che si usa per i depositi Telematici, cioè una continua serie di steps che, se seguiti correttamente,  portano alla creazione di un codice a barre, legibile da uno scanner manuale non differente da quello delle casse dei supermercati. Grazie a detto codice si evitano a monte possibili errori di trascrizione dei dati, errori di interpretazione di indirizzi, etc.. Inoltre il nuovo sistema dispone di un servizio di cortesia che avvisa il richiedente via PEC quando il suo atto è pronto per il ritiro. Il servizio non ha costi per l’avvocato, almeno in Basilicata e in Emilia Romagna dove è già in funzione.

Insomma, come a Boston o New York (e perché no, ormai anche a Napoli e Roma) si salta la fila col SELF ceck-in automatico. Piccola controindicazione…è necessario capire un po’ di Java per installare l’applicativo e poi bisogna caricare lo stradario di riferimento. Ulteriore considerazione in merito: l’atto controllato dal sistema in automatico sfugge in parte alla verifica dell’Ufficiale Giudiziario alla ricezione, evitando code ma sottraendo al confronto praticante/Avvocato/Ufficiale Giudiziario l’analisi di possibili errori che (e chi come me è stato praticante notificante) gli addetti alla ricezione del Tribunale di Napoli, hanno sempre saputo evitare con un sorriso e spesso con una piccola spiegazione che rendeva (perché è ai meno esperti che spettano le file in uno studio legale) una fila lunga e noiosa, degna di essere “vissuta” perché alle volte dopo quelle conversazioni ne sapevi un po’ di più.

Pierangelo Della Morte
Commissione Informatica
del Tribunale di Napoli

UPGRADE 13/10/2015

relata-gsa

Ecco un esempio di relata predisposta con GSA consegnata, tra le facce un po’ stupite della platea, questa mattina agli Ufficiali Giudiziari.

Purtroppo, l’iniziativa, meritevole nei presupposti,  non ha suscitato enormi entusiasmi tra le persone in coda e agli sportelli di accettazione (oggi solo 1 attivo).

Brevi cenni sulla fatturazione elettronica

In un tempo in cui la carta stampata è diventata un mezzo poco adeguato per la trasmissione delle informazioni che nell’ era di internet vengono create e trasmesse ed archiviate ad una velocità di oltre  100 mega al secondo, era impensabile che nei rapporti con le  pubbliche amministrazioni i fornitori fossero  ancora  soggetti all’ uso della carta, con tutti i rischi e i pericoli connessi con la lavorazione e l’ archiviazione delle suddette fatture.  Ragion per cui, anche la Fattura diventa elettronica e  le pubbliche Amministrazioni, i Ministeri, Agenzie fiscali ed Enti Nazionali di previdenza e assistenza sociale, sono pronti a ricevere le fatture in formato elettronico, avendo completato le fasi di attuazione previste e sottoposte al monitoraggio dell’ AgID.

Prima di addentarci nel presente articolo (che, privo di ogni spirito critico, ha puro scopo divulgativo) è necessario rendere chiare alcune definizioni:  per  fattura elettronica si intende ai sensi dell’ art. 21, comma1, del DPR 633/72 l’ unica tipologia di fattura che può essere accettata dalle Pubbliche Amministrazioni che, secondo le disposizioni di legge, devono attenersi al Sistema di Interscambio.

Il sistema di Interscambio (Sdl) è, invece il sistema informatico di supporto al processo di ricezione e successivo inoltro delle fatture elettroniche alle amministrazioni destinatarie, nonché di supporto alla gestione dei dati in forma aggregata e dei flussi informativi anche ai fini della loro integrazione nei sistemi di monitoraggio della finanza pubblica .

Le modalità di funzionamento di tale sistema sono state definite con il decreto ministeriale del 3 aprile 2013, n.55, il quale fa seguito al decreto ministeriale n. 103 del 7 marzo 2008,con il quale  l’Agenzia delle entrate è divenuta il gestore del Sistema di Interscambio  e le sono stati demandati i seguenti compiti:

  1. coordinatore con il sistema informatico della fiscalità,
  2. controllo della gestione tecnica del Sistema di Interscambio,
  3. vigilanza in ordine al trattamento dei dati e delle informazioni,
  4. gestione dei dati e delle informazioni che transitano attraverso il Sistema di Interscambio ed elaborazione di flussi informativi anche ai fini della loro integrazione nei sistemi di monitoraggio della finanza pubblica.

Inoltre, l’Agenzia, periodicamente, relaziona al ministero dell‘Economia e delle Finanze sull’andamento e l’evoluzione del sistema.

Nel nostro ordinamento, la Fattura elettronica è stata introdotta dalla Legge numero 244 del 24 dicembre 2007. Tale norma istituisce (articolo 1, commi 209-214) l’obbligo di fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione. La norma prevede inoltre che, le fatture in forma cartacea non possono essere accettate da parte della Pubblica Amministrazione, né è possibile procedere al relativo pagamento, se no nei modi e nelle forme che abbiamo precedentemente delucidato.

La data ufficiale dell’ entrata in vigore della fattura elettronica è  stato u.s. 6 giugno 2014 per i Ministeri, Agenzie Fiscali ed enti nazionali di previdenza. Le stesse disposizioni si applicheranno dal 31 marzo 2015, ai restanti enti nazionali e alle amministrazioni locali.

Tale intervento si colloca nell’ambito delle linee di azione richieste dall’Unione Europea relativamente alla digitalizzazione dei processi amministrativi. L’introduzione dello strumento della fatturazione elettronica consentirà la completa sostituzione dei titoli cartacei con documenti informatici,organizzati secondo parametri comuni, che determinano l’automatizzazione del flusso informativo tra fornitori e amministrazione. Ciò, oltre a garantire una completa trasparenza dei processi di fatturazione, consentirà vantaggi in termini economici, logistici e di semplificazione dei processi.

Gli utenti coinvolti nel processo di fatturazione elettronica sono:

  • gli operatori economici, cioè i fornitori di beni e servizi verso le PA, obbligati alla compilazione/trasmissione delle fatture elettroniche e all’archiviazione sostitutiva prevista dalla legge. Va precisato che le fatture emesse dagli intermediari per la trasmissione delle dichiarazioni dei redditi e per la riscossione mediante modello F24 sono derogate al momento, da tali obblighi,
  • le Pubbliche Amministrazioni, che devono effettuare una serie di operazioni collegate alla ricezione della fattura elettronica,
  • gli intermediari (banche, Poste, altri intermediari finanziari, intermediari di filiera, commercialisti, imprese ICT), vale a dire soggetti terzi ai quali gli operatori economici possono rivolgersi per la compilazione/trasmissione della fattura elettronica e per l’archiviazione sostitutiva prevista dalla legge. Possono servirsi degli intermediari anche le PA per la ricezione del flusso elettronico dei dati e per l’archiviazione sostitutiva.

La fatturaPA va inviata esclusivamente attraverso il sistema di interscambio. Su di essa deve essere sempre apposta una firma elettronica qualificata, scegliendo tra i seguenti canali:

  • PEC;
  • Invio via web;
  • Web Service;
  • Protocollo FTP;
  • Porta di Dominio ( solo pei i soggetti attestati sul sistema Pubblico di connettività).

Per la trasmissione via  Pec e l’ invio via web non è necessario accreditarsi presso il sistema di interscambio. In questi casi è sufficiente possedere una cartella di posta elettronica certificata. Disporre di una Carta  Nazionale dei Servizi, oppure essere registrati ai canali Entrael e fiscoline, che permettono l’accesso ai servizi telematici dell’ agenzia delle entrate.

Il contenuto informativo della FatturaPA prevede le informazioni da riportare obbligatoriamente in fattura in quanto rilevanti ai fini fiscali secondo la normativa vigente; in aggiunta a queste, il formato prevede l’indicazione obbligatoria delle informazioni indispensabili ai fini di una corretta trasmissione della fattura al soggetto destinatario.
Per favorire l’automazione informatica del processo di fatturazione, a integrazione delle informazioni obbligatorie, il formato prevede anche la possibilità di inserire nella fattura ulteriori dati:

  • informazioni utili per la completa dematerializzazione del processo di ciclo passivo attraverso l’ integrazione del documento fattura con i sistemi gestionali e/o con i sistemi di pagamento;
  • informazioni che possono risultare di interesse per esigenze informative concordate traOperatori economici e Amministrazioni pubbliche oppure specifiche dell’ emittente, con riferimento a particolari tipologie di beni e servizi, o di utilità per il colloquio tra le parti.

Per i fornitori il processo di fatturazione elettronica verso le PA prevede:

  1. predisposizione della fattura in formato XML secondo lo standard pubblicato sul sito FatturaPA;
  2. firma della fattura con firma elettronica qualificata o digitale da parte del fornitore o di un terzo soggetto delegato;
  3. invio della fattura al Sistema di interscambio (SDI), mediante uno dei canali previsti dalle Specifiche tecniche dello SDI (PEC, FTP, cooperazione applicativa), che provvede alla consegna della fattura all’ufficio destinatario della PA;
  4. ricezione delle notifiche e dei riscontri inviati dallo SDI a fronte dell’esito della trasmissione della fattura;
  5. conservazione secondo le modalità previste dalla normativa vigente.

Fondamentale importanza, nella fase di compilazione è l’inserimento obbligatorio del codice ufficio della PA destinataria, tale codice è comunicato al fornitore dalla PA o può essere reperito consultando l’Indice elaborato  dalla PA (http://indicepa.gov.it/documentale/index.php)

Oltre ai dati fiscali obbligatori devono essere altresì inseriti i codici CIG e CUP secondo quanto previsto dall’art. 25 del DL n. 66/2014.

Le amministrazioni destinatarie di fattura elettronica devono:

  1. attivare il servizio di fatturazione elettronica per tutti gli uffici destinatari di fattura nell’l’Indice della PA (IPA) secondo le Specifiche operative dell’AgiD definendo il canale mediante il quale comunicare con il Sistema di interscambio
  2. comunicare ai fornitori i codici identificativi degli uffici destinatari di fatturazione elettronica
  3. ricevere le fatture elettroniche provenienti dallo SDI ed effettuare le verifiche amministrative interne
  4. inviare allo SDI la notifica di accettazione o rifiuto della fattura entro 15 giorni dalla data di ricezione secondo le modalità riportate nelle Specifiche tecniche SDI
  5. monitorare i file FatturaPA secondo le modalità riportate sul sito FatturaPA
  6. conservazione secondo le modalità previste dalla normativa vigente.

Per terminare, alcune brevi utili informazioni.

Oltre ad alcuni vademecum predisposti per chiarire i dubbi operativi, consultabili con faciilità via internet, sono a disposizione sul sito FatturaPA (www.fatturapa.gov.it) alcuni strumenti utili per facilitare il processo di fatturazione elettronica:

Sul sito AgID (www.agenziaentrate.gov.it) sono inoltre disponibili i software per la verifica della firma digitale e la successiva estrazione degli oggetti firmati nonché l’elenco dei soggetti accreditati per il rilascio della firma elettronica e della posta elettronica certificata.

Le pubbliche amministrazioni e le piccole e medie imprese possono scaricare gratuitamente l’applicazione “Modulo Fatturazione Attiva” che consente di comporre una fattura secondo lo standard FatturaPA. Tale software, sviluppato dalla Regione Lazio – LAit in collaborazione con l’Agenzia per l’Italia Digitale, è rilasciato in licenza open source (EUPL).

I fornitori accreditati sul Mercato elettronico della PA (MePA) fruiscono del servizio di compilazione, emissione, trasmissione e conservazione della fattura messo a disposizione all’interno della specifica piattaforma.

Sono attivi i servizi di assistenza per i fornitori e le PA ai numeri verdi:

800.299.940 (assistenza Sistema di Interscambio – SDI)

800.129.986 (assistenza Indice delle pubbliche amministrazioni – IPA)

800.906.227 (assistenza Mercato elettronico della PA – MePA)

La negoziazione assistita: tra sogno americano e mancanza di regole certe.

Avvocato Pierangelo Della MorteCon Decreto legge n. 132/2014, convertito con modificazioni in legge n. 162/2014, il Parlamento ha introdotto nell’Ordinamento Italiano il nuovo Istituto della c.d. negoziazione assistita, finalizzato a snellire l’ormai “traboccante” contenzioso civile.
La procedura di negoziazione assistita, entrato in vigore il 9 febbraio 2015, consta di tre differenti forme: negoziazione volontaria, negoziazione obbligatoria e negoziazione per le soluzioni consensuali di separazione personale, di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio, di modifica delle condizioni di separazione o divorzio. In detta procedura, le parti si obbligano a cooperare nel rispetto dei principi di buona fede e lealtà, al fine di addivenire ad un accordo, mediante l’assistenza di almeno un avvocato.
Cosa vuol dire a livello pratico?
Come incide realmente questa nuova “burocratica trovata” sulla attività di un avvocato?
Esempio: si rivolge al mio Studio il sig.Tizio che, a bordo di autovettura, è stato tamponato ad un incrocio, chiedendomi di ottenere un risarcimento pari ad € 7.000,00 per il danno provocato esclusivamente a causa ed in conseguenza della condotta tenuta dall’imprudente dott. Caio.
Innanzitutto, all’atto di conferimento dell’incarico informo il cliente che la controversia in oggetto, riguarda una delle ipotesi rientranti nella negoziazione assistita obbligatoria, pertanto, prima di promuovere un eventuale giudizio è necessario esperire la negoziazione, a pena di improcedibilità.
Ciò detto ed ottenuta la sottoscrizione del cliente, predispongo la lettera raccomandata diretta a Caio, contenente: l’oggetto della controversia, l’indicazione dei fatti posti a fondamento della domanda, l’invito ad addivenire ad un accordo mediante l’assistenza di un avvocato (anche se poi, come in seguito vedremo, non è proprio così).
Avverto, inoltre, Caio che in caso di mancata risposta entro 30 giorni dalla ricezione della raccomandata, o in caso di rifiuto, il suo comportamento può essere valutato dal Giudice ai fini delle spese di giudizio e di quanto previsto dagli articoli 96 e 642, c.p.c..
Il fatto è che ora dovrò attendere.
Solo trascorsi 30 giorni dalla ricezione della raccomandata,
la condizione di procedibilità si considera avverata, di conseguenza Tizio potrà promuovere per il mio tramite un’azione giudiziaria.
Se, invece, Caio accetta, ha inizio la negoziazione assistita.
E’ necessario quindi individuare delle tempistiche entro le quali espletare la procedura (si va da un minimo di 30 giorni ad un massimo di 90 giorni, quest’ultimo prorogabile di ulteriori 30 giorni su accordo delle parti) ma, ciò che più importa è determinare il quantum di risarcimento del danno che Caio è disposto a versare.
Quali strumenti ho dunque a disposizione per tutelare il mio cliente? Nessuno.
Se Caio dichiara di non voler dare nulla al mio cliente, o meglio se offre la cifra di cento euro contro i settemila richiesti dal preventivo che ho dovuto procurarmi, cosa posso fare? Nulla.
Semplicemente in tale ipotesi la negoziazione assistita ha un esito negativo e devo redigere, unitamente all’eventuale avvocato di Caio (forse:perché piu’ avanti vedremo che può essere che nemmeno l’avvocato di controparte ci sarà. Cfr: art.2 punto 5 della Legge)), la dichiarazione di mancato accordo.
La cosa interessante è, appunto, che il tenore della legge è chiaro.
Per la negoziazione assistita NON servono un avvocato per parte e quindi Caio potrebbe mandare un delegato con la sola competenza del leggere e scrivere (la convenzione e il verbale di accordo devono avere forma scritta).
Mi attende dunque un perito, un cugino laureato in Giurisprudenza o persino lo stesso Caio.
Io immaginavo, invece, una scena degna di un film americano sceneggiato da John Grisham.
L’incontro al Bar del Best Western Hotel, le valigette (rigorosamente The Bridge) aperte con un clack in contemporanea, lo sguardo attento sulla documentazione, la prima timida proposta, il sorriso da poker del rilancio, l’incombente certezza che l’altro sta per cedere, l’avanzare fragoroso della voce della ragione, il rispetto della colleganza nella definizione dei compensi spettanti per la attività. Poi un caffè. Le stilografiche estratte come davanti ad un trattato di pace e la sospirata firma.
“Caso chiuso” in meno di tre mesi.
E invece no!
Anzi, a leggere bene la norma, non solo non andrà come sperato ma le spese per la negoziazione sono a carico mio e solo mio. Si, perché la legge prevede che se il cliente sia nelle condizioni di avere il gratuito patrocinio NON è DOVUTO ALCUN COMPENSO AL PROPRIO LEGALE. Infatti “quando il procedimento di negoziazione assistita è condizione di procedibilità della domanda, all’avvocato non è dovuto compenso dalla parte che si trova nelle condizioni per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, ai sensi dell’articolo 76 (L) del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115 e successive modificazioni. A tale fine la parte è tenuta a depositare all’avvocato apposita dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, la cui sottoscrizione può essere autenticata dal medesimo avvocato, nonché a produrre, se l’avvocato lo richiede, la documentazione necessaria a comprovare la veridicità di quanto dichiarato”. (si ricorda che l’avvocato può essere pagato dallo Stato solo in caso di attività GIUDIZIALE)
Dunque, poco importa la apparenza, la suggestione e il Sogno Americano dell’avvocato; la Legge è chiara…devo mostrare tutte le mie “carte” in anticipo, rispetto al Giudizio e persino rispetto a Caio che, ricevuta la lettera non ha obbligo alcuno di propormi una soluzione degna, ma solo una soluzione.
A questo punto, decorsi magari tutti i 90 giorni, non mi resta che convocare il cliente, comunicargli che è stata solo una perdita di tempo e predisporre l’atto di citazione!
La cosa divertente è che a me hanno insegnato che sempre e comunque l’avvocato deve trovare, se può, una soluzione bonaria della vicenda. E che non deve far perdere “strumentalmente” tempo al proprio cliente. Non avevo davvero bisogno che il Legislatore mi dicesse anche come e soprattutto che mi obbligasse a farlo.